L’autodeterminazione non passa dalla scorretta rappresentazione

Voglio potervi spiegare come essere rappresentata.

Le mie mani nere, la mia anima ed il mio cuore nero hanno bisogno di una rappresentazione nuova.

Voglio potervi far immaginare un nuovo corpo nero. 

Un corpo libero e vivace senza catene, un corpo libero in grado di arrivare dovunque. 

Voglio allontanarvi dall’immagine di un corpo schiavizzato, pietoso ed elemosinante. 

Corpo mio, un giorno avrai il giusto riconoscimento.

Un giorno chi avrà il dovere di disegnarti avrà la sensibilità di interpellarmi.

L’autodeterminazione non passa dalla scorretta rappresentazione. 

Ti prometto, corpo mio, un giorno sarai libero. 

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