Sarah Kamsu

“Ispira te stesso imparando la storia e la cultura del continente in cui è nata l’umanità” Sarah Kamsu

Into Akosua’s World ha avuto il piacere di conversare con la founder del profilo WeAfricansUnited, una piattaforma interamente dedicata alla storia del continente africano. Un viaggio fra identità, riconciliazione, l’idea del ritorno e la cultura.

Chi è Sarah Kamsu?

Nata in Italia a Milano, ha origini camerunesi ed è una giornalista. Si riferisce a se stessa come la metafora del brutto anatroccolo, che si vede sempre brutto, anche spesso rifiutata dalla mamma, ma poi arriva ad un certo punto della vita in cui realizza di essere un bellissimo cigno, una riscoperta avvenuta in uno dei suoi primi viaggi in Camerun. 

La condizione di brutto anatroccolo è una metafora rispetto a come si sentiva nell’essere una donna nera cresciuta in Italia, ed è appunto durante il viaggio del Camerun che ha capito che il brutto anatroccolo in realtà era da sempre un bellissimo cigno in grado di essere anche una voce importante per le comunità africanə e afrodiscendenti in Italia. 

Terminologia e identità

Sarah per racchiudere in poche parole ciò che sente di essere si definisce “un’africana nata nella diaspora”.  Da un paio di anni infatti pensa che il termine diaspora sia appropriato per sottolineare il fatto di sentirsi africana, ma di essere nata e cresciuta all’estero.

Riguardo la terminologia che riguarda africanə e afrodiscendenti aveva scritto un articolo a riguardo, dopo l’uscita del singolo “Afroitaliano” di Tommy Kuti, proprio per sottolineare che in realtà ogni identità ha diritto di essere definita in base alla propria esperienza, e dunque non può esistere un unico termine che rappresenti tuttə.

I viaggi in Camerun 

I due viaggi significativi verso il Camerun Sarah li ha affrontanti all’età di 14 anni e a 22 anni. Due viaggi che l’hanno segnata nel profondo, in effetti nel primo ha sviluppato quello che lei ha definito “un senso di africanità” che una volta tornata in Italia l’ha portata ad indossare turbanti colorati con stoffe tipiche del suo paese. Sempre nello stesso viaggio ha rafforzato anche un legame speciale con la musica con cui riusciva a mantenere il suo contatto con la terra. 

Il viaggio a 22 anni le ha lasciato un regalo ancora più grande, poiché visitando la tomba dei suoi antenati, ha capito di non essere un seme gettato, ma parte integrante di un grande schema di giganti. Durante questo percorso i suoi spostamenti sono stati più articolati, esplorando i paesini natali della sua famiglia per ristabilire un contatto forte con i culti della sua tradizione. Ha avuto anche la possibilità di assistere ad alcuni riti, cercando di assistere senza uno spirito giudizioso. 

E’ stato un viaggio intrapreso da sola, in cui ha parlato con tantissime persone, rimanendo spesso a conversare con la sua nonna, che spesso le ricordava di quando fosse triste per il fatto che tantissimi giovani stiano lasciando il Camerun. Per la millesima volta la nonna si domandava chi sarebbe rimasto a costruire il paese. 

Il ritorno permanente 

Il ritorno è un tema ricorrente in tantissimi giovani africanə in effetti anche Sarah progetta già nella sua mente un ritorno ufficiale in Camerun perché non vorrebbe che l’Africa diventasse il cimitero degli africani.  C’è molta gente che rimane nel continente, ma dall’altra parte è anche vero che i componenti della diaspora sono soliti tornare in Africa dopo la pensione, ma Sarah non vede questa logica nei giovani di oggi, vogliono tornare per sentirsi a casa e creare valore al più presto.

L’importanza della Storia dell’Africa 

Circa sette mesi fa ha deciso di raccontare la storia dell’Africa perché già dai tempi della scuola si era resa conto che il focus sul continente fosse spesso solo sul colonialismo e schiavitù, vorrebbe che finalmente passasse il messaggio che la storia dell’Africa, le storie di tutti i popoli africani siano molto altro. In effetti, crede che ci sia bisogno di implementare i programmi scolastici e creare sempre più piattaforme dove le persone possano trovare materiale di approfondimento.

Il suo sogno è che le persone africə e afrodiscendenti possano essere fierə del proprio passato, cercando anche di oltrepassare i limiti e conflitti creati fra popoli anche a causa della colonizzazione, in pieno spirito panafricanista. 

Dai pensieri ai fatti: La nascita della pagina Instagram WeAfricansUnited 

Durante la quarantena ha deciso di creare una pagina Instagram proprio per parlare della storia africana e delle figure più importanti del continente. All’inizio si trattava di un progetto editoriale curato da sola, ma piano piano è riuscita a creare un team appassionato e ambizioso. 

La scelta di Instagram è nata dalla volontà di arrivare ad una fascia giovane: 18-25 anni creando dei contenuti dinamici ed interrativi. 

I contenuti sono divisi per macro-tematiche fra cui: cultura, storia, personaggi importanti e l’arte. Utilizzano diverse fonti, fra cui moltissimi spunti appresi durante gli studi sulla politica africana di a Parigi seguiti da Sarah. Inoltre, le fonti sono spesso in inglese e francese, il lavoro di traduzione in italiano è fondamentale, anche per ampliare le conoscenze sul continente che vengono diffuse proprio il lingua italiana. 

I membri del Team WeAfricansUnited:

Levi Roche Mandji ( co founder)
Selma Wellington
Moctar De Medicis
Koura Ndiom
Aicha Faye
Bimata Bance
Fatima Songne

Volete saperne di più? Seguite WeAfricansUnited

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